HASTA SIEMPRE COMANDANTE USALA

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Non è facile parlare di  Tore Usala, segretario del Comitato 16 Novembre,  Associazione per la Sla e le patologie altamente invalidanti.
Non è facile perchè si rischia di scivolare nello scontato, nell’ovvio.
Ma in Tore non c’era nulla di scontato.
Aggredito nel periodo più bello della vita, quando tutto è sistemato, casa, lavoro, famiglia, dal peggior incubo della sua vita, la Sla, la sua amante scomoda, come la definiva lui.
Non si è fatto atterrare dalla malattia anzi, ha cominciato a combatterla ad armi pari, a volte anche molto affilate, sottoponendosi anzitempo agli interventi invasivi che lo avrebbero tenuto in vita per 10 anni: tracheo e peg.
Un gran coraggio, davvero da pochi.
E’ grazie a Tore Usala se i disabili gravissimi della sua Sardegna,  oggi hanno un’assistenza che nessun’altra Regione offre: interventi assistenziali per 24 ore al giorno che hanno consentito notevolissimi risparmi per la sanità pubblica e, per gli ammalati, una qualità di vita dignitosa, nella propria casa, circondati dall’amore dei familiari.
Per capire chi è Salvatore Usala, basta scorrere le tante pagine del web. Inutile sciorinare una serie di aggettivi positivi che ci vedono, a giusta ragione, di parte.
“Da quando sono malato di Sla – spiega Usala nell’intervista rilasciata al Sardinia Post – la mia vita è finita. Intendo come vita: mangiare, lavorare, correre sui prati e altre cose che ora non posso più fare. E’ iniziata una vita nuova, diversa, comunque meritevole di essere vissuta.Ho deciso negli ultimi anni di fare una guerra totale all’ipocrisia ed arroganza del potere. Sparlano con faciloneria, promettono impunemente, blaterano onnipotenti: sono la vera vergogna dell’Italia. Quando si sceglie di stare in trincea c’è il rischio di morire, la battaglia non può avere nessun limite, questa è la regola”.
Tore è un Uomo che non si è piegato davanti alla malattia e a nessuno, un Uomo, armato di quei ventilatori che lo tenevano in vita, che ha più volte  minacciato di staccare proprio sotto i Palazzi del potere, un combattente nato che ha tenuto testa a politici di ogni ordine e grado.
Chi l’ha conosciuto ha avuto un arricchimento della propria vita, sotto ogni aspetto.
Non era una persona accomodante Salvatore. Si esprimeva con chiarezza, verità e senza mezzi termini. Ha dato filo da torcere a tanti ma ha anche saputo scusarsi per il bene di coloro che rappresentava.
Ha usato mezzi forti: linguaggio crudo, mai politichese, presidi, proteste, sit-in, scioperi della fame. Questo era Tore Usala. E  per questi metodi veniva  giudicato negativamente da chi preferiva l’accordo che non andava mai a favore dei malati come Tore voleva.
Ma, diciamo la verità, gli altri, i cosiddetti “pacifisti”, cosa hanno ottenuto per tutte le persone che versano in stato di bisogno?
“Aria fritta”!!!, come avrebbe risposto lui.
Tanti hanno approfittato della sua caparbietà e della sua forza, per vivere di rendita. Lui questo lo sapeva bene ma non se ne curava. Scendeva in campo ugualmente, con la consapevolezza di avere poco tempo a disposizione, troppo poco per arrendersi, troppo poco per fare tutto quello che avrebbe voluto.
Andava dritto per la sua strada, continuando a mettersi a disposizione di tutti e conseguendo successi sia per chi lo ama che per i suoi  “molli” detrattori.
Il Comitato 16 Novembre piange, oggi, prima, l’Uomo, poi il combattente.
Perchè, prima di ogni altra cosa,  Tore Usala era ed è un Uomo STRAORDINARIO da ogni punto di vista, prima e durante la malattia e anche oggi, che ci ha lasciati.
Quando userete il termine straordinario per identificare una persona, usatelo con parsimonia, usatelo bene.
Di straordinario, nell’Italia della disabilità gravissima degli ultimi 10 anni,  c’è  Tore Usala, che ha lottato per il rispetto, la dignità e i diritti dei malati, non esitando a sacrificare quotidianamente la propria vita.
Un disabile gravissimo da podio!
Il nostro ringraziamento  non potrà mai essere sufficiente per tutto ciò che ci ha regalato ed  insegnato.
E a chi pensa o, magari, spera, che ci faremo da parte, che ci ritireremo in buon ordine, vogliamo togliere ogni dubbio.
Noi continueremo, proprio in nome di Tore!
E ci aspettiamo che tutti quelli che lo piangono oggi, siano al nostro fianco, operativi, domani.
Agli Amici e sostenitori del Comitato 16 Novembre, portiamo l’abbraccio di un Tore Usala che, finalmente libero, gioca a calcetto segnando goals  altrettanto grandi, come quelli  da lui tirati e mai parati da questa politica sorda e dimentica dei bisogna dei più deboli.
Grazie impagabile ed insostituibile Amico e compagno Tore.
Hasta siempre COMANDANTE USALA